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Calimera – La Pietra della Fertilità

In una piccola chiesetta campestre, dedicata a San Vito, il giorno di Pasquetta si svolge un curioso rito di origine pagana.

Ogni persona presente deve passare attraverso il foro della grossa “pietra della fertilità”, infissa sul pavimento della chiesetta,

per assicurarsi la purificazione dal peccato, il benessere e la guarigione da malattie fisiche, ricca figliolanza e per scongiurare i pericoli del parto ed augurarsi un anno di fertilità.

 

Si tratta di una pietra monolite calcarea, che ha il diametro esterno di circa un metro e quello del foro centrale di circa 30 centimetri.

La sua importanza è data appunto da questa strettissima apertura a cui sono legate credenze magico-religiose delle popolazioni di Calimera e della Grecia Salentina, tramandate fino ai nostri giorni.

 

Il rito si svolge ogni anno nel giorno del lunedì dell’Angelo, – non a caso, giorno di una rinascita – nei pressi del piccolo tempio dedicato a San Vito.

Tale rito, attualmente, assume un tono scherzoso, in quanto il diametro ridotto del foro è stato causa di diversi inconvenienti,

soprattutto per le persone più robuste…in passato, invece, il tutto si svolgeva con la massima serietà e devozione.

 

Dopo il rito si intraprendono i canti in dialetto griko accompagnati da balli tipici della Grecìa Salentina, le “pizziche”, suonati con tamburelli tipici di quest’area.

Gli elementi rituali di questa festa sono l’attraversamento della pietra forata e l’atto del corteggiamento che in questo giorno era considerato lecito e permesso.

Di conseguenza questa festa ha suscitato scandali con l’avvento della religione cristiana, così la Chiesa cercò di convertire il monolite di stampo pagano,

inglobandolo all’interno di una chiesa medievale dedicata a San Vito e affrescandolo con l’immagine del Santo.