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Il Salento sotterraneo, tra storia, cultura e religiosità

È un itinerario affascinante ed inusuale quello che vede il turista e non solo, visitare tra i luoghi tipici della terra Salentina, anche le numerose cripte, la maggior parte delle quali di origine bizantina. Tale derivazione testimonia la lunga ed influente dominazione da parte dell’impero bizantino, la quale ha lasciato tracce indelebili e tuttora visibili nel territorio del sud Italia, in particolare quella che fu la Magna Grecia.

Quando si parla di cripta bizantina, il pensiero va subito alla Cripta di Santa Cristina che si trova a Carpignano Salentino, nel cuore della Grecìa Salentina: essa è la prima testimonianza della presenza del rito greco bizantino in Carpignano ed è anche uno dei più antichi luoghi di culto pugliesi, risale infatti ai secc. IX-XI; la sua ricchezza storica e culturale è data dagli affreschi più antichi dell’Italia Meridionale, firmati e dadati.

Tuttavia sono davvero tante le cripte sparse in tutto il territorio del Salento, alcune visitabili, altre private, talune in uno stato di conservazione ottimale, altre che necessitano di restauri.

Tutte si posizionano nell’arco temporale tra il IX e il XV secolo, nel periodo della presenza dei monaci basiliani nel Salento.

Partendo da nord ovest troviamo la Grotta di San Martino, ad Avetrana, nella quale i dipinti sono molto simili a quelli rinvenuti nella Grotta dei Cervi di Porto Badisco; si può poi scendere verso Nardò dove si può ammirare la Cripta di Sant’Antonio Abate: si tratta di un sito naturalistico, immerso nel verde, tra le raffigurazioni pittoriche dei numerosi santi, anche quella del Santo da cui prende il nome, la sua caratteristica principale rispetto alle altre è l’assenza di scritte in greco.

Scendendo ancora più a sud della penisola Salentina si può visitare la Cripta dei Santi Stefani (XI sec.) a Vaste frazione di Poggiardo, che deve il nome alla ripetizione sulle sue pareti dell’immagine del Santo; come le altre, mostra bellezze pittoriche antiche e religiose, con iscrizioni in greco anche se è visibile il rifacimento a strato dei dipinti.

Ma si può proseguire ancora in lungo e in largo alla ricerca di queste tracce storiche, religiose e culturali che arricchiscono il Salento: la cripta della Madonna della Grotta a Ortelle, la Cripta di San Sebastiano a Sternatia, quella di San Biagio e di San Giovanni a San Vito dei Normanni.

Qui le elenchiamo:

Andrano – Cripta dello Spirito Santo

Bagnolo del Salento – Grotta Basiliana

Castrignano de’ Greci – Cripta di S. Onofrio

Cursi – Cripta di Santo Stefano

Cutrofiano – Cripta di San Giovanni Battista

Erchie – Grotta del Presbitero – Grotta dell’Annunziata

Giuggianello – Cripta di San Giovanni Battista

Lizzano – Cripta di Sant’Angelo

Miggiano: Cripta di Santa Marina

Patù – Cripta di Sant’Elia

San Cassiano – Cripta della Madonna della Consolazione

Sanarica – Cripta dei basiliani

Sternatia – Cripta di San Pietro

Ugento – Cripta del Crocifisso

Tricase – Cripta della Madonna del Gonfalone

Al fine di avere la possibilità di visitarle, vi invitiamo a contattare l’ente privato o l’associazione che si occupa della loro cura, dato che molte delle quali sono visitabili solo su appuntamento o non lo sono affatto per questioni di sicurezza.