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Prosegue in Italia, Svizzera e Francia il tour di Rachele Andrioli e Rocco Nigro

La cantante e il fisarmonicista presenteranno i brani dei progetti discografici Maldimè e Malìe, prodotti dall’etichetta Dodicilune, a Mesagne, in provincia di Brindisi (17 febbraio), a Vevey in Svizzera (25 febbraio), a Parigi (mercoledì 1 marzo) e a Nantes (venerdì 3 marzo).

Prosegue in Italia e all’estero il tour del duo composto dalla cantante Rachele Andrioli e dal fisarmonicista Rocco Nigro per presentare i brani dei due progetti discografici (Maldimè e Malìe) prodotti artisticamente da Gabriele Rampino ed Eraldo Martucci per Fonosfere, collana editoriale dell’etichetta salentina Dodicilune. Venerdì 17 febbraio (ore 21.30 – ingresso su prenotazione al 3476169824) appuntamento al Circolo Arci La Manovella, in provincia di Brindisi. Sabato 25 febbraio il duo sarà a Le Café littéraire di Vevey in Svizzera. Mercoledì 1 marzo Nigro e Andrioli saranno al Péniche Anak di Parigi mentre venerdì 3 marzo si esibiranno al festival Eurofonik di Nantes.

I due giovani autori e interpreti lavorano a una proposta con elementi innovativi, tra un ben radicato tratto salentino e una dimensione decisamente nuova, tra “world music” e nuove “sensibilità musicali” contemporanee. Nei tredici brani di Maldimè, promosso con il sostegno di Puglia Sounds, propongono una chiave differente per attualizzare in modo rispettoso la voce del popolo riscritta dai poeti del canto italiano e pugliese in particolare. Dal tenue e straziante Matteo Salvatore al primo e autentico Domenico Modugno; dagli stornelli toscani di Caterina Bueno, che richiamano i primi anni del secolo scorso, alle ballate di una Sicilia “urlata” da Rosa Balistreri; passando agli omaggi a Gabriella Ferri e alla “tradizione” di Nino Rota ed Ennio Morricone. «I due musicisti sentono fortemente l’esigenza di attingere al passato per esorcizzare un sentimento odierno, pur portandolo a una nuova identità espressiva, cercando di sfruttare al meglio il concetto di presenza, da cui prende il nome maldimè», sottolinea Eraldo Martucci. La presenza in senso antropologico, nella definizione di Ernesto de Martino, è intesa come «la capacità di conservare nella coscienza le memorie e le esperienze necessarie per rispondere in modo adeguato ad una determinata situazione storica (…) Il rito aiuta l’uomo a sopportare una sorta di “crisi della presenza” che esso avverte di fronte alla natura, sentendo minacciata la propria stessa vita. I comportamenti stereotipati dei riti offrono rassicuranti modelli da seguire, costruendo quella che verrà in seguito definita come “tradizione”. La crisi della presenza caratterizza allora quelle condizioni diverse nelle quali l’individuo, al cospetto di particolari eventi o situazioni (malattia, morte, conflitti morali, migrazione), sperimenta un’incertezza, una crisi radicale del suo essere storico», scrive de Martino. Nel precedente Malìe il duo traccia un percorso ben preciso, una successione di arie popolari, di omaggi a voci femminili e di brani inediti. Si sale, un salto dopo l’altro, dalla musica tradizionale del Sud Italia alla canzone popolare italiana (Gabriella Ferri, Domenico Modugno) e del mondo (Edith Piaf, Amalia Rodriguez, Chavela Vargas).

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